Penitenzieria
Santuari Antoniani

ANNO:

2011 – 2018

LUOGO:

Padova

TIPOLOGIA:

Edificio religioso

COMMITTENTE:

Provincia Sant’Antonio di Padova dei Frati Minori Conventuali

TEAM & PARTNERS:

593 Studio – Arch. Marco Visentin – Ing. Steven Gallina – Flavio Senoner

Il progetto della nuova Penitenzieria dei Santuari Antoniani di Camposampiero, Padova, rappresenta una tappa fondamentale nella sperimentazione di 593 Studio, sia sotto il profilo architettonico-compositivo che da un punto di vista tecnico. L’edificio si colloca come spazio di transizione tra il Santuario a nord ed il Convento dei frati a sud, esattamente nel luogo ove ebbe origine nel 1300 l’intero compendio dei Santuari Antoniani. Di quella connessione originaria non è giunto nulla ai giorni nostri, se non il sedime parziale degli edifici che si collocano attorno al più antico chiostro dei tre presenti in questi luoghi. Chiostro divenuto nel corso dei decenni il retro di ogni cosa: parcheggio, magazzino, spazio per le operazioni di manutenzione, negando completamente la sua centralità originaria, evidente dalla collocazione baricentrica rispetto al complesso architettonico circostante.

In questo contesto nasce il progetto della Penitenziaria, ovvero il luogo in cui i fedeli si recano per partecipare al sacramento della riconciliazione, ponendosi come obiettivo quello di trasformare il brandello più dimenticato e mal conservato dell’intero compendio in un nuovo punto focale, sia sotto il profilo liturgico grazie ai nuovi confessionali con adiacente cappellina, che sotto il profilo spaziale, ridefinendo l’assetto estetico, funzionale e materico di quello che fu il primo chiostro. L’intervento, nato da una paziente e preziosa collaborazione con la Soprintendenza, in particolare nella persona dell’arch. Norbiato, pone al centro il ruolo dei materiali espressi in purezza, accostati tra loro sempre con un giusto spazio in grado di farli dialogare ed interagire con l’intorno, in primis con il campanile posto all’ingresso del chiostro, liberato durante i lavori da un manufatto in cemento e lamiera che lo univa al Santuario, impedendone la lettura come corpo autonomo. L’esito costruttivo è stato raggiunto impiegando soluzioni tecniche estremamente complesse, unendo sistemi strutturali in X-lam con calcestruzzi precompressi, mattoni a vista e vetro di murano, carpenterie metalliche e vetrate a specchiatura singola da 5 metri di altezza, travertino ed intonaci naturali. Se esternamente ciò ha ricreato il fronte mancante del chiostro, a sua volta completamente ridisegnato e posto in relazione con la navata laterale sud del Santuario, internamente il progetto ha previsto la realizzazione di 5 confessionali attraverso la creazione di una enorme scultura abitata, un “tronco” cavo adagiato tra la nuova cappellina ed il percorso di collegamento tra Santuario e convento. L’uso della luce naturale ed artificiale come elemento separatore tra i vari elementi che compongono il progetto ha contribuito a ribadire la prossimità tra i vari piani che disegnano i volumi della Penitenziaria, tanto all’interno quanto all’esterno.

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