LAVORARE

Siamo il partner ideale per tutte le aziende che hanno bisogno di adattare gli spazi di lavoro all'evoluzione del proprio business.

Emanuele Baggio

Architetto

Il vero premio per lo sforzo fatto non è ciò che si ottiene, ma piuttosto la persona che si diventa grazie ad esso.

Telebit

DOSSON

Telebit rinnova i suoi spazi interni con un progetto che unisce funzionalità e identità aziendale. Un intervento pensato per offrire ambienti di lavoro innovativi e all’avanguardia, capaci di accogliere l'attuale crescita aziendale e le sfide future.

In cosa consiste la progettazione partecipata e dove fonda le sue origini?

La progettazione partecipata è un approccio progettuale in cui la comunità e i futuri utenti degli spazi sono coinvolti attivamente nel processo decisionale e creativo. Nasce dal desiderio di creare ambienti che rispondano in modo autentico alle necessità e ai desideri delle persone che li utilizzeranno. Questo approccio trova le sue origini negli anni '60 e '70, sia in Italia, con politiche di coinvolgimento sociale, sia in Europa settentrionale, dove la partecipazione comunitaria era vista come un mezzo per migliorare la qualità della vita urbana.

In Italia, la progettazione partecipata è stata sviluppata da figure come Giancarlo De Carlo, che ha promosso un’architettura "aperta" e non imposta, che coinvolgeva attivamente cittadini, studenti e operai. In Europa, esperimenti di progettazione partecipata si trovano principalmente nei Paesi scandinavi, dove veniva considerata una pratica democratica per rafforzare la connessione tra le persone e il loro ambiente.

Chi deve fare parte di un percorso partecipato?

La progettazione partecipata richiede la collaborazione di un ampio spettro di soggetti, tra cui:

  1. I futuri utenti dello spazio: cittadini, residenti, lavoratori e tutte le persone che vivranno o utilizzeranno l’ambiente progettato. Il loro coinvolgimento permette di identificare le reali necessità e aspirazioni.
  2. I progettisti e i tecnici: architetti, ingegneri, urbanisti e altri specialisti che portano competenze tecniche ma si pongono in ascolto delle comunità.
  3. Enti e istituzioni pubbliche: per garantire che le soluzioni siano compatibili con normative e politiche locali e che il progetto sia sostenibile anche a livello burocratico e di risorse.
  4. Gruppi di interesse locali e associazioni: includendo attivisti, gruppi culturali e sociali che possono rappresentare interessi collettivi o minoritari e arricchire il progetto di valori e sensibilità specifiche.

Il coinvolgimento attivo di tutti questi gruppi mira a creare progetti più inclusivi e sostenibili, migliorando la qualità della vita attraverso un processo che valorizza la collaborazione e la democrazia nel design.

Quali sono i principali vantaggi che ci si può aspettare da questa metodologia?

La progettazione partecipata porta numerosi vantaggi, creando spazi vicini ai bisogni reali delle persone e riducendo il rischio di errori e conflitti. Coinvolgendo direttamente la comunità, si sviluppa un forte senso di appartenenza e cura per l’ambiente, favorendo una maggiore trasparenza e fiducia tra progettisti e utenti. Questo approccio stimola soluzioni innovative che nascono dal confronto tra esperienze e competenze tecniche, e promuove una sostenibilità diffusa, con spazi più ecologici e adattabili nel tempo. Il risultato è un progetto inclusivo, che risponde alle esigenze presenti e si prepara a quelle future.

Optare per un edificio storico restaurato non è solo una scelta estetica, ma anche un segno di responsabilità sociale che valorizza il brand attraverso il rispetto per il patrimonio culturale. Sul fronte interno, ambienti funzionali e ben studiati migliorano il benessere e la produttività dei dipendenti, alimentando una reputazione positiva. Infine, design trasparenti e aperti simboleggiano accessibilità e fiducia, consolidando l'immagine aziendale. In sintesi, l’architettura è uno strumento che amplifica l’identità e i valori del brand, rendendoli visibili e tangibili.